Domande frequenti

Le domande che più spesso ci vengono rivolte

Di seguito troverete alcune delle domande più frequenti che ci vengono rivolte.

Come funzione se viene richiesta una verifica preventiva di interesse archeologico?

In caso di realizzazione di opere di interesse pubblico, la Soprintendenza può richiedere che in sede di progetto preliminare che sia fornita una relazione scientifica di verifica preventiva di interesse archeologico (D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, artt. 95-96). Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha istituito un apposito elenco degli istituti archeologici universitari e dei soggetti in possesso della necessaria qualificazione, all’interno del quale la nostra società è inserita.

Se viene fatto un rinvenimento archeologico chi paga?

La legge stabilisce che tutto ciò che si trova sotto terra è di proprietà dello Stato. In caso di rinvenimenti chi scava dovrà informare la Soprintendenza per i Beni Archeologici: sarà poi la Soprintendenza a stabilire l’iter da seguire. Per eseguire scavi archeologici esistono ditte specializzate private riconosciute dalle Soprintendenze.

Quanto costa scavare tutto? Quanto tempo ci vuole?

Quantificare il tempo o il costo di uno scavo prima di farlo è come sapere cosa contiene un regalo di Natale prima di scartarlo: o conoscete chi lo ha confezionato, oppure è necessario aspettare di scartarlo. Non fidatevi troppo di chi in maniera approssimativa vi fornisce tempi e costi…il rischio sono costi aggiuntivi e tempi allungati…

Non basta prendere un archeologo con i miei operai?

Per lavori di piccola entità un archeologo libero professionista può bastare. Nel caso di indagini estese è bene avvalersi di una ditta specializzata, poichè questa è in grado di risolvere problemi più complessi. E’ un po’ come prendere un operaio per fare un capanno e dare lui una mano a spostare i mattoni, nel caso però si debba sistemare una casa intera è meglio avvalersi di chi ha la struttura organizzativa necessaria.

Perchè sarebbe importante per una Amministrazione adottare una Carta delle Potenzialità Archeologiche?

La CPA è uno strumento urbanistico conoscitivo che aiuta un Ente a gestire e nel caso valorizzare il suo patrimonio “sotterraneo”. E’ uno strumento di prevenzione fondamentale che andrebbe posto alla base di ogni piano regolatore e strutturale come le Carte Geologiche. Da un lato consente all’Ente pubblico di preservare, tutelare e valorizzare quanto di importante il suo territorio cela, dall’altro aiuta il privato e l’ente pubblico a capire quali potrebbero essere le problematiche da affrontare nel caso si decidesse di costruire in zone ad elevato potenziale. La CPA è uno strumento di prevenzione: è meglio sapere prima, valutare e poi fare.